giovedì 11 ottobre 2012

"Sciao ammore…"


   Treno pieno, come sempre. In piedi tra uno scompartimento e l’altro, come capita spesso. Davanti a me, sul regionale che va da Piacenza ad Ancona, una bella ragazza sudamericana. Esile, viso pulito, nasino all’insù. Sorridente. Quella che si potrebbe definire la ragazza della porta accanto.
   Telefona e, ogni tre parole in spagnolo, spunta un "mamma". Poi trilla un secondo telefono. “Si sciao ammore, dimi’’, risponde. Anche se non vuoi ascoltare non puoi:  tra la porta dello scompartimento, il bagno e la porta dello scompartimento vicino saremo almeno in sei. “Da dove chiami? Ah ……, si non è lontano da casa mia. Si, questo lo fascio, no queste cose qua – ride – no… Allora, fasciamo a quest’ora. Ok sciao…’. Mette giù e torna a parlare al primo telefono. Poi un nuovo trillo. Ancora ‘’Si sciao ammore, dimi… Da dove chiami…Domani? Non ho molto tempo a quell’ora, se fasciamo in fretta…”. Poi riprende a parlare al primo telefono
    Va avanti cosi, per un po’, fino a che non scende. Il tempo per fissare un po’ di appuntamenti, chiedere cortesemente quando arrivi la sua fermata e svelare, involontariamente, un campionario di pratiche degno di un best-seller erotico.  Con noncuranza, come l’imprenditore che poco più un là fissa incontri con fornitori e clienti: gli affari sono affari. Una cosa come un’altra, insomma. Certo,  avere tenuto conto delle richieste, per quanto in un tempo limitato, si sarebbe potuta fare una bella panoramica sui gusti degli italiani. Soddisfatti da una delle tante ragazze della porta accanto.

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