venerdì 16 novembre 2012

Fratelli d'Italia


   Treno diretto a Bologna. A Forlì sale una nonna con il nipotino. Tutti e due biondissimi,  parlottano tra loro in un italiano perfetto con forte inflessione da Paese dell'Est Europa. Il ragazzino, prima media al massimo, guarda fuori dal finestrino la campagna romagnola e inizia a canticchiare 'Fratelli d'Italia'. La nonna gli chiede se abbia imparato le parole dell'inno guardando le partite della Nazionale di calcio. "No - replica - le ho imparato a scuola e mi sa che le canto meglio io dei calciatori...". Ridono. La nonna dice qualcosa nella sua lingua e poi fa: "è bello che tu conosca l'inno, è importante".
   Qualche giorno prima, alla presentazione del rapporto Caritas Migrantes a Bologna, era stata ricordata la proposta del sindaco della città di concedere la cittadinanza onoraria ai figli di stranieri nati in Italia. Idea che non ha mancato di suscitare contrapposizioni tra sostenitori dello 'ius soli' e dello 'ius sanguinis'. Anche veementi.
   La sera, sul treno verso casa , tre ragazzini - con le loro creste a metà tra Balotelli e El Shaarawy - preparano la serata di Halloween sulla Riviera Romagnola. Uno chiama il pr di un locale e contratta tre ingressi scontati in una fantomatica lista d'oro. Dopo una mezz'ora di trattative al cellulare strappa un ingresso a 30 euro e un paio sui 50.  "Grande - esultano -, grandissimo!!"
   L'altoparlante, intanto, da il benvenuto sul treno per Pescara. "Dove si trova Pescara?" Fa uno dei tre. Venti secondi di silenzio. "Dai lì, giù, sotto Roma, no?" farfuglia l'altro prima che il terzo sentenzi: "Sei fuori? Più giù, sotto Napoli, verso la Calabria. Più o meno...".
   Chissà, il ragazzetto di 'Fratelli d'Italia' forse un'idea meno vaga l'avrebbe avuta. Lui che è straniero.

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