sabato 1 dicembre 2012

L'uomo di Neanderthal

   Poco dopo le sei del mattino. Nel corridoio-sala d'aspetto della stazione è difficile non notarlo. Alto, la barba grigia, i capelli lunghi - grigi anche quelli - raccolti in una coda. Trema un po', il primo freddo d'autunno punge. Specie se si e' dormito chissà dove. Arriva caracollando al bar, conta e riconta gli spicci davanti alla cassa, prima di chiedere una brioche e un cappuccino.
   ''Ancora l'uomo di Neanderthal'' sospira verso un dipendente della stazione la ragazza del banco. Per un attimo sembra scocciata mentre il ferroviere gira il suo cucchiano nella tazzina del caffè. ''Eccoti qua'', allarga il sorriso, ''cappuccino caldo e la pasta con la cioccolata, vero?''. Lo segue con la coda dell'occhio mentre serve gli altri clienti.
   Lui, il gigante con i capelli grigi mangia piano. Non smette di tremare. Poi caracollando, un po' instabile se ne va verso la porta. ''Ma come farà a vivere così - mormora la ragazza - mi si spezza il cuore...''. Il banco si riempie di gente, cappuccini, caffè macchiati e brioches. Un attimo e l'uomo guadagna l'uscita verso la sua lunghissima giornata intorno alla stazione. Solitaria.                   

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