domenica 8 febbraio 2015

Pendolarismi. L''untore' da viaggio

E poi, immancabile, nello scompartimento appare lui: l''untore' da viaggio. Almeno una volta a settimana - nella stagione fredda - lo incroci sul tuo treno. Ci possono essere anche venti posti liberi ma già lo sai, appena apre la porta, che si sistemerà a qualche centimetro da te. Poco più che trentenne, un po' rubicondo, cammina ondeggiando tutto infagottato nel suo piumino. Solitamente scuro. Ad ogni passo uno starnuto, seguito da una 'tirata su con il naso'. Si guarda intorno e poi, con voce nasale - ovviamente - e un colpo di tosse chiede: "è libero?" Non puoi nemmeno opporti: "ma certo". Il "grazie" é coperto da una raffica di starnuti e un altro colpo di tosse. Si siede e butta lo zaino sul sedile vicino. Lo apre e tira fuori mercanzia varia degna di una intera farmacia. Prova di tutto: pastiglie per la gola, sciroppo per la tosse, spray nasale. Invano. Guarda i vicini con l'occhio pallato, un po' arrossato e proferisce le immancabili parole: "eh, quest'anno 'sta influenza è proprio cattiva. Forse dovevo fare il vaccino, ma con tutto quello che sente in giro...". Poi si alza starnutendo e se ne va: l'attenzione ai farmaci antinfluenzali gli ha fatto quasi perdere la sua fermata. Un grande classico. Di solito, quando lui scende, nello scompartimento sale la donnina fanatica della pulizia, con il suo straccetto e il deodorante spray: "Diobò, con tutti germi che avrà lasciato quello là..."

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