giovedì 2 aprile 2015

L'uomo invisibile

Se ne sta in un angolo, seduto a un tavolino nascosto al secondo piano del McDonald's affacciato sul piazzale della stazione di Bologna. Se ne sta lì, composto, a guardare le persone - soprattutto giovani - che salgono con un vassoio in mano. Dall'età indefinita - potrebbe avere una trentina d'anni scarsa ma pure cinquanta abbondanti - capelli brizzolati corti, un trolley sgangherato che spunta, ma solo un po', dal tavolino. Vuoto, senza un vassoio, un hamburger o due patatine Schiena dritta, si guarda intorno. Abbassa gli occhi quando qualcuno si accorge di lui, rincantucciato nel suo angolo. Senza farsi notare, come fosse uno dei tanti avventori. Invisibile. Trasparente.  D'un tratto si alza, prende il suo trolley e scende lentamente a piano terra. Supera un paio di signori anziani - anche loro con un bagaglio in cui sembrano aver stipato un'intera vita - che si sono assopiti ad un tavolino del bar attiguo al fast food ed esce. Qualche minuto dopo, mentre mi avvicino al binario del treno, lo incrocio. Ha in mano un paio di panini distribuiti, all'ingresso della stazione, da alcuni ragazzi. Trascina la sua borsa lontano dal gruppetto di uomini e donne che sta attorno ai giovani. Torna verso il locale. Forse al suo angolo al secondo piano. Invisibile.

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