martedì 1 marzo 2016

Pendolarismi. Il ragionier Filini della domenica

   È il grande classico del sabato e della domenica mattina. Sulla Frecciabianca diretta a Milano, il gruppo di coppie pensionate - in libera uscita per l'Italia in gita gastronomico-culturale - non manca mai. E, grande classico del grande classico: lui, l'organizzatore compulsivo. Il ragionier Filini della situazione.
   Che spesso, come il suo alter ego fantozzian-cinematografico indossa occhiali con lenti simili a fondi di bottiglia ed è roso - sempre - dalla smania di avere qualsiasi cosa sotto controllo. Agitatissimo si sincera che tutti siedano al posto giusto - redarguendo i pendolari che non lo cedono con la dovuta solerzia -, che i viveri per il viaggio siano sufficienti,  che tutti siano allegri. "E che diamine, andiamo a divertirci".
   Saltella tra un sedile e l'altro. Quando passa una signora di bell'aspetto cede il passo da gagà d'altri tempi, trasformandosi per un attimo nel ragionier Calboni. Subito fulminato dallo sguardo della moglie.
   Raggiunge l'acme tirando fuori dal borsello anni 70, delle schede del "bellissimo museo che andremo a visitare". Senza ottenere gran successo. "Ascolta, tesoro - lo zittisce la consorte -  lo sapevi che la "fiola dla Palmina' (nome di fantasia, ndr) si è lasciata col marito...dai, fammi ascoltare". Non resta che la Gazzetta dello Sport. Rosea compagnia per il povero Filini della domenica.

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