sabato 28 maggio 2016

'Strariminese'. Il debutto



    Lo scorso agosto - finendo per scoprire un'inaspettata e curiosa 'antropologia podistica' - mi era sembrato di compiere un'impresa. Da corridore della domenica quale sono - runner, per carità runner che se non dici runner oggigiorno non sei nessuno - fare Rimini-Riccione e ritorno, toccando le 'mie' due città mi era parso davvero un gran cosa. Quest'anno, mancata la Rimini Marathon - davvero oltre le mie possibilità - due domeniche fa mi sono fatto catturare dalla mezza maratona della Strarimini. La mia prima partecipazione a una corsa vera, ovviamente non competitiva.
   Di buon mattino, con l'amico-vicino-di-casa-e-babbo-di-un-bimbo-che-va-all'asilo-con-il-topastro-di-mezzo, ci si incammina verso la piazza per iscriversi alla 'sfacchinata'. Ben coperti. A strati, modello 'cipolla'. Ché l'ineffabile App dell'ineffabile smartphone dice che da lì a qualche minuto sarebbe piovuto. Quasi sicuramente. E che, più in là nella giornata sarebbe piovuto davvero. Senza dubbio.
   Versato l'obolo nella cassetta, ci si sposta verso la partenza mentre arrivano i bimbetti per la Strarimini dei piccoli e i 'professionisti' vanno alla punzonatura. La App, con il cielo azzurro e un bel sole che fa capolino, rivede un po' le sue previsioni:  'oh - comincia a cambiare versione - potrebbe pure piovere, ma non ne sono affatto certa. Forse-che-si-forse-che-no-forse-più-no-che-si-insomma-arrangiatevi'.
   Cioè, via gli strati più caldi della cipolla - lasciati nel café che si affaccia sulla piazza, grazie alla barista gentile - e pronti alla partenza dopo avere incrociato, il proprietario del bar dirimpetto a casa, corridore seriale che, per carineria e gentilezza, incita i neofiti dell'impresa con un benevolo 'se ce la faccio io ce la fate anche voi'.
   Trascinati dalla folla dei runner - massì - variopinta, allegra, rilassata, sorridente, i primi chilometri se ne vanno a buon passo. Le strade che di solito si affrontano sbuffando e un po' ingobbiti, scivolano via rapide. Al quinto chilometro, il primo banchetto con i bicchieri colmi d'acqua - cosa mai vista prima - ti fa sentire un corridore vero. Al nono, le spugne per bagnare viso e fronte spalancano, nel tuo immaginario, l'ebrezza del professionismo.
   Quando - più o meno al porto - scatta il battibecco tra un gruppo di 'strariminesi' e un paio di automobilisti che - stufi di andare al rallentatore - vogliono superare i partecipanti, il grosso della truppa transumante, se ne va a sinistra a concludere il tracciato dei 10,5 chilometri, la mezza maratona della mezza maratona.
   Si tira dritto verso i 21 che, dai, ce la facciamo. Trascinando pure l'asceta attempato - con tanto di pettorale da gara - che ti si piazza alle spalle, dicendo 'se voi tenete questo ritmo a me va bene. Tanto poi se mollate vi supero'. Cosa, anche se non si molla, che accadrà puntualmente. Il simpaticone.
   Il lungomare verso Viserba - a un ritmo ben più blando di quello euforico iniziale - sembra non finire più. La App probabilmente si è ritirata in disparte, chè il sole - proprio nei minuti in cui aveva predetto un quasi diluvio universale - si fa ben sentire. E da fastidio al neofita, corridore della domenica. Che ripensa a tutte quelle volte che a New York, raccontando la maratona cittadina, aveva esaltato, da cronista, quei raggi caldi e dorati da 'Estate Indiana' che baciavano gli atleti. Giuro, mi ricapitasse, non lo scriverò mai più.
   Al chilometro 16, una sottile esaltazione spinge le gambe: meno 5 all'arrivo e tutto va bene. Al chilometro 16 e tre quarti - manco fosse il binario del treno per Hogwarts di Harry Potter - tutto va meno bene. L'esaltazione lascia il posto a un'improvvisa fatica. Ogni metro pesa. Eccome.  Per tacere - si scherza - del consueto delirio a sfondo mistico-fantozziano con San Paolo che tenta di fuorviarmi dicendo che l'arrivo è dall'altra parte.
   Sbucati nel Parco Marecchia, alla vista - alla lontana - del Ponte di Tiberio, il delirio a sfondo mistico, vira verso il musicale.  Avvistati nell'ordine: Nirvana al chilometro 18 suonare 'Lithium', i Run Dmc al chilometro 19 con 'Walk this Way' e il Boss dal chilometro 20, ininterrottamente, con 'Born to Run'. Buona la prima. Per la seconda, vedremo.

(Immagine tratta dal sito strarimini.it)

Nessun commento:

Posta un commento